Le prove generali

Le prove generali

Viviamo. Il più delle volte distrattamente. Questa non è oggettivamente una gran cosa. A dire il vero, anzi, è proprio un problema. I giorni passano, i mesi e gli anni non sono da meno, ed arriva quindi l’attesa di un esito, una notizia che riguarda la nostra salute. Di solito tutto inizia con un evento inaspettato: un sintomo che cattura la nostra attenzione e che ci rende sospettosi, timorosi, tanto da chiedere un consulto. 

L’idea che il nostro tempo sia limitato, di punto in bianco, non è più solamente una frase che abbiamo imparato a sentir dire dagli altri. Comprendiamo improvvisamente (ce lo ricorderemo?) che questo concetto, solo poche ore prima distante, ci riguarda molto da vicino: così tanto che pare ci si incolli addosso, che divenga una seconda pelle. Ci accorgiamo invece, poi, con un tuffo al cuore, che è parte di noi e non deve “giungere”, perché è sempre stato qui, appunto parte di noi, mescolato all’essenza di ciò che siamo.

Realtà è ciò che muta: tutto ciò che esiste, per il solo fatto di esistere, cambia. 

Non esiste il tempo, che è una convenzione e non una grandezza fisica, ma esistono gli eventi. Esiste la materia ed esistono le sue trasformazioni. Esistiamo noi, che attraverso macchinari e numeri possiamo vederci rivelare la nostra improvvisa fragilità: la malattia. 

Davanti all’incertezza di un esito, davanti alla possibilità di incontrare il limite della nostra esistenza, dinanzi al presagio della sofferenza, va in scena la nostra “prova generale”. 

Come ci comportiamo prima di ottenere e leggere l’esito dell’esame che ci ha riguardati? Come ci comporteremo, dentro di noi e con gli altri, mentre staremo attendendo che ci vengano comunicate notizie riguardo ciò da cui temiamo di essere affetti? 

È la nostra prova generale. Se l’esito sarà negativo l’avvenimento della nostra morte sarà per ora evitato, rimandato; se sarà positivo, invece, potremmo trovarci nelle condizioni di doverlo veder mettere in scena, nostro malgrado. 

Come reagiremo? 

La realtà è che non possiamo saperlo. La sofferenza possiede sfumature che non riusciamo a prevedere e per le quali non è possibile immaginare una contromossa, come potremmo invece fare se stessimo giocando una partita a scacchi (e fossimo molto, molto bravi). Come reagiremo dipenderà molto da ciò che abbiamo fatto di noi fino a quel momento. 

Evitare di pensare alla vita per ciò che è, continuare a vivere come se tutto questo non dovesse riguardarci, può tradursi in conseguenze aspre: ogni nostro giorno è straordinario, ogni momento trascorso con chi amiamo è straordinario. In un universo immenso, su di un piccolo Pianeta Azzurro, le concatenazioni degli eventi hanno prodotto la possibilità per noi di fare esperienza dell’esistere. Tutto ciò che ci circonda è un fenomeno transitorio, proprio come lo siamo noi stessi e tutto ciò che ci circonda rappresenta per questo motivo un valore inestimabile, proprio come lo rappresentiamo noi stessi.

Cosa farai della tua giornata? 

Photo by Gwen O on Unsplash

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